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Re Artù:La verità oltre la leggenda

il Sabba delle streghe

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Picatrix: Il Manoscritto della Magia Cosmica

Picatrix: il manoscritto di magia cosmica


La Chiesa nei secoli ha preso le distanze da un sacco di opere ritenute eretiche o votate al Maligno, ma in particolar modo nel secondo millennio si è adoperata per un’aspra repressione, spesso senza motivo, di libri scritti secondo concetti innovativi per il tempo. Siamo portati a pensare che tutte le opere fatte distruggere nei roghi comandati dal Clero o proibiti dalle bolle papali siano stati ritenuti sacrileghi, ma non era quasi mai così: basti pensare che nell’ “Index librorum prohibitorum” (l’Indice dei libri proibiti) figuravano anche 45 edizioni proibite della Bibbia, oltre a tutte le Bibbie nelle lingue volgari.
Il Picatrix fu un manoscritto di circa 400 pagine sul quale la repressione si accanì in modo particolare perché vene considerato eretico: al suo interno riportava formule e metodi per attrarre e canalizzare l’energia del cosmo in modo da poter cambiare il corso del destino e far avvenire un evento futuro desiderato. Non c’era quindi Dio al centro del tutto, ma l’uomo.
“Picatrix” è il nome che fu dato al manoscritto nel XV secolo dalla Chiesa stessa, ma le sue origini vanno molto più indietro nel tempo: il primo manoscritto di cui si ha notizia era in arabo e aveva il titolo “Ghâyat al-Hakim”; gli storici hanno sempre pensato che sia nato dalla mano di Abû- Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn ‘Abd al-da’im al-Majrîtî, un oriundo di Cordova morto nel 1007 d.C., ma c’è chi pensa che abbia origini ancora più antiche, forse greche o addirittura egizie.
Viene considerato il testo di magia più diffuso nella cultura esoterica antica e medievale e iniziò ad apparire tradotto in latino in Spagna nei dintorni del 1050. Non venne mai stampato, ma proprio nel periodo di maggiore repressione da parte della Chiesa, tra il XV e il XVI secolo, ebbe una grande diffusione in tutta Europa.


Tutte le copie del Picatrix vennero considerate opere empie e messe al bando e l’Inquisizione calcò la mano considerandolo un manuale satanico e ritenendo l’autore un “Rettore della Facoltà diabolica”.
Nelle sue 400 pagine il Picatrix si presenta come un grimorio che promette la conoscenza su come ottenere energia dai pianeti del cosmo. Al suo interno contiene immagini di magia celeste e nozioni di magia con riferimenti agli astri, ai talismani e all’energia naturale (animali, piante, metalli, pietre, etc.); una buona parte si occupa di insegnare a costruire oggetti catalizzatori per convogliare le influenze celesti e astrali e utilizzarle per il bene dell’essere umano.


Il manoscritto è diviso in 4 libri:

– Il primo tratta del cielo e della sua evoluzione energetica attraverso le molte configurazioni che assume.
– Nel secondo si parla del cielo, del moto del pianeta Terra e dei loro effetti sulle creature viventi.
– Il terzo spiega le proprietà dei pianeti e delle stelle.
– Nel quarto si passa a parlare degli spiriti e di tutte le forze sovrannaturali che agiscono sull’uomo e poi spiega le capacità e l’utilità dei talismani.

Il concetto alla base del Picatrix è che attraverso la conoscenza di questi testi magici il lettore impara ad attrarre e canalizzare l’energia del cosmo in modo che un determinato evento si sviluppi secondo la sua volontà. All’interno ci sono diverse ricette bizzarre e innumerevoli incantesimi che dovevano essere “catalizzati” utilizzando composti psicotropi come l’hashish, l’oppio e altri allucinogeni: l’idea era che inducendo stati alterati di coscienza e viaggi astrali si fosse in grado di capire il segreto per contattare gli spiriti e altre dimensioni di esistenza.

Qualcuno ha azzardato l’ipotesi che questo manoscritto sia stato utilizzato dagli egizi per la costruzione di gran parte delle loro opere: infatti il Picatrix spiega non solo come creare talismani od oggetti di piccola dimensione, ma anche intere città edificate utilizzando i principi della magia astrologica e la disposizione della volta celeste. Un esempio lampante di questa tecnica costruttiva sono le grandi piramidi.
Oggi in circolazione ci sono molte versioni del Picatrix, anche se nei secoli hanno subito correzioni, traduzioni errate e modifiche che ne hanno alterato notevolmente i contenuti originali.



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