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Re Artù:La verità oltre la leggenda

giovedì 27 giugno 2019

luglio: magia,celebrazioni e incantesimi



Con il Solstizio d’Estate (21 giugno) la Luce ha trionfato sull'oscurità, e la potenza del Sole è stata rilasciata attraverso una carica energetica che ci ha avvolto completamente, risvegliando la forza assopita dentro di noi.

Il trionfo del Sole, Sol Invictus, ha aperto le porte a un momento di introspezione, di forza, ma anche di cambiamento e solidificazione personale. Questa sua energia ci spinge ad essere più recettivi verso noi stessi e ci accompagna fino a Lammas o Lughnasad, 1 agosto, il cui simbolismo di morte e rinascita ci fa capire che è arrivato il momento di portare a termine tutto ciò che abbiamo lasciato in sospeso, per poter intraprendere un nuovo sentiero, fatto di nuovi progetti o semplicemente di basi più solide.

Luglio inizia con una splendida Luna Crescente, che nel suo tragitto per diventare piena, Luna delle Erbe, ci incoraggia a dedicarci alla meditazione e alla divinazione. In questo periodo gli incantesimi sono più potenti e veloci, soprattutto per attirare novità positive nella nostra vita: nuovi amori, nuove amicizie, nuovi progetti, nuove consapevolezze personali.

La Luna delle Erbe, 12 luglio, ci conduce nella seconda parte del mese, dove il suo diminuire porta via con sé tutto ciò di cui vogliamo o dobbiamo liberarci: brutte abitudini, brutte persone, brutte emozioni.

fasi lunari 

Primo Quarto

Luna Piena 

Ultimo Quarto

Luna Nuova 



 MAGIE E INCANTESIMI DI LUGLIO

GEOMANZIA, MAGIA E DIVINAZIONE DELLA TERRA

Estremamente antica, la geomanzia ha probabilmente origini persiane. Originariamente era praticata su terreni sabbiosi, su cui si lasciavano cadere dadi, semi e bastoncini.

PROCEDURA
La geomanzia si può praticare anche su fogli di carta. Bisogna essere molto rilassati e concentrati, avere la mente libera.
Si disegnano quattro file orizzontali di puntini in numero indefinito.
Poi si raggruppano i puntini a due finché ne rimangono uno o due a fila.

INTERPRETAZIONE

Acquisizio: corno dell’abbondanza, rappresenta la ricchezza.

Albus: simbolo di pace e saggezza.

Amissio: simbolo di perdita e impoverimento.


Caput Draconis: rappresenta evoluzione e progresso, quindi è un simbolo positivo.

Carcer: annuncia oppressione ed egoismo, associato a Saturno.

Cauda Draconis: segnala il peggioramento, simbolo di invidia e tradimento rappresenta un segno nefasto.

Conjunctio: figura di unione sentimentale e matrimonio, viene associato a Mercurio.

Fortuna Major: massimo successo e felicità, segnala il raggiungimento dell’obiettivo. Associato al Sole.

Fortuna Minor: simbolo di fortuna casuale, è associato al Sole.

Laetitia: simboleggia la gioia di vivere e i buoni sentimenti. Rappresenta l’ottimismo e attira le occasioni benevole. Associato a Giove.

Populus: simbolo delle relazioni sociali ma anche della confusione. Associato alla Luna.

Puella: rappresenta amore, romanticismo, amicizia e affidabilità. Simbolo positivo associato a Venere.

Puer: forza di volontà e decisione, è segno di caparbietà nel perseguire gli obiettivi.

Rubeus: passione e impulsività, ma anche cambiamento, lotta e situazioni critiche. Associato a Marte.

Tristitia: espressione dei valori saturnini di freddezza, dolore e sacrificio, rappresenta la sconfitta. Tuttavia, l’atteggiamento saturnino è utile per risolvere situazioni difficili. Associato a Saturno.

Via: rappresenta un nuovo inizio, un viaggio o una partenza, anche definitiva. Associato alla Luna.

La divinazione è qualcosa di personale. E’ un potere che è già dentro di te e solo con la pratica si può capire veramente la magia che fa parte del nostro essere. Fidati delle tue sensazioni!


RESPIRA L’ENERGIA DEI COLORI
 MAGIA E MEDITAZIONE: L’ENERGIA DEI COLORI

La respirazione è uno strumento che spesso diamo per scontato, ma che se impariamo ad usare può portarci ad una consapevolezza piena di sorprese. La respirazione attraverso l’uso dell’energia dei colori incrementa l’energia della respirazione. Come? Inspirando l’energia di un colore ed espirando il suo complementare per evitare squilibri.

√1. Siediti in posizione comoda in un luogo tranquillo e rilassati.

√2. Concentrati sul tuo respiro, quanto è profondo, com’è il suo suono e cosa muove nel corpo.

√3. Dopo un po’ noterai che il tuo respiro inizierà ad essere più regolare e anche la mente sarà automaticamente più serena.

√4. Ora, immagina il colore scelto che entra con l’inspirazione e che dal plesso solare si diffonde per tutto il corpo, sempre di più per ogni inspirazione.

√5. Quando espiri, butta fuori il colore complementare.


 SIGNIFICATO DEI COLORI

Rosso: fiducia, forza, energia, consapevolezza, logica. Complementare: Blu.

Arancione: ottimismo, gioia, movimento, creatività, memoria, fantasia. Complementare: Blu.

Blu: serenità, rilassamento, pace, sicurezza. Complementare: Rosso.

Azzurro: rilassamento, pulizia. Complementare: Rosso.

Giallo: giudizio, ragionamento, buon umore, ragionamento. Complementare: Viola.

Viola: dignità, amor proprio, ispirazione, autorealizzazione. Complementare: Giallo.

Verde: sicurezza, tranquillità, equilibrio, armonia. Complementare: Magenta.

Magenta: ricordi, pensieri, novità. Complementare: Verde.

Bianco: riflessione, nuovi inizi, pensieri.

Nero: protezione.

BACHECA DEI DESIDERI


 MAGIA E INCANTESIMI: BACHECA DEI DESIDERI

Questo incanto va fatto durante la fase di Luna Nuova. Il Sole e la Luna sono uniti e imprimono grande vigore ai nuovi progetti, quindi l’ideale è proprio fare rituali dedicati ai nuovi inizi e ai nuovi obbiettivi. Pianta i semi in questa fase di Luna Nuova perché quando cresceranno saranno solidi e rigogliosi!

√1. Prendi dei fogli e delle penne, anche colorati se lo desideri, e scrivi la lista dei tuoi desideri più profondi, tutto ciò che puoi trasformare in obbiettivi e che ti faranno stare bene, donandoti la felicità.
√2. Prendi una bacheca di sughero o creane una personale con un cartoncino grande, per esempio. Ora cerca delle immagini che rappresentino i tuoi desideri.

Esempi:

Se vuoi trovare l’amore, cerca l’immagine di un ragazzo che ti piace molto o che si avvicina al tuo ideale.

Se vorresti fare un certo tipo di lavoro, trova un’immagine che lo rappresenti al meglio, come dei libri se vuoi fare lo scrittore.

Se vuoi comprare casa o andare a vivere da solo, cerca l’immagine di una casa che ti piace, magari un modernissimo appartamento in città o un cascinale.

Se vuoi tanti soldi usa immagini di monetine o carta, mentre se vuoi dimagrire o curare di più il fisico, cerca l’immagine di un corpo simile al tuo ma più in forma.

Nella tua lista puoi scrivere anche cose immateriali che riguardano il comportamento e il carattere come: determinazione, ottimismo, responsabilità, allegria…

Insomma, puoi inserirci tutto ciò che vuoi! L’importante è che siano cose che desideri davvero!

Una volta che la tua bacheca sarà completa, accendi una candela bianca e rilassati, respirando profondamente. Visualizza come ti sentirai quando si verificherà ognuno dei tuoi desideri. Se vuoi, appoggia la mano su ogni immagine o sulla tua lista e cercate di avvertire le vibrazioni e le emozioni che ti da.

Mentre mediti ripeti queste parole:

“Intesso questa tela di desideri
Che darà energia ai miei pensieri.
Intesso questa tela nel destino
Che illumini il mio cammino.”

Puoi anche scriverle in cima alla tua bacheca o personalizzarle. Io, per esempio, per la mia avevo trovato una scritta sul giornale che diceva: “Felicità, sei dietro l’angolo!”. Si tratta del tuo destino, quindi tingilo come più ti pare!
√ Lascia che la candela lavori da sola fino alla fine, senza spegnerla.
√ Infine appendi la tua bacheca in un posto dove puoi guardarla quando vuoi, facile da individuare, così ti ricorderai sempre quali sono i tuoi sogni. Ti darà la carica per affrontare la giornata!

Puoi ripetere questo incanto alla prossima Luna Nuova se non sei sicuro dell’esito o se pensi che ci voglia un lavoro più intenso per ciò che desideri.

MAGIA PERSONALE: ALLONTANARE CIÒ CHE NON VUOI

 INCANTESIMO PER ALLONTANARE CIO’ CHE NON VUOI

Questo incantesimo, se praticato con la giusta concentrazione e a cuore aperto, è sicuramente il più efficace oltre che molto semplice.

Momento propizio per fare l’incantesimo: durante la Luna Calante
 ECCO COSA TI OCCORRE

√1. una candela nera alta

√2. recipiente alto e stretto

√3. accendino o fiammiferi

√4. acqua
INCANTESIMO

 Prendi una candela nera e, facendo sgocciolare un po’ di cera, posizionala in verticale alla base di un recipiente alto. Una volta che resta in piedi da sola, riempi il recipiente con l’acqua, senza coprire del tutto la candela (lascia fuori la parte alta). Ora accendi la fiamma, spegni le luci e mettiti in posizione comoda.

 Osserva il fuoco e concentra su di esso tutte le tue frustrazioni, i tuoi problemi, le preoccupazioni, le paure e visualizza ciò che ti fa soffrire, che ti tormenta, che blocca il tuo percorso. Arrabbiati, piangi, sii triste e butta fuori tutto ciò che è dentro di te senza frenarti.

 Continua a concentrarti sul fuoco della candela finché ne senti la necessità.

 Quando sei pronto, lascia la candela lavorare da sola e, quando il fuoco toccherà l’acqua, si spegnerà, dissipando tutto ciò che hai provato.

Puoi usare questo incantesimo ogni volta che ne hai bisogno, ma sempre in Luna calante. Te ne accorgerai subito se ha funzionato o se qualcosa è andato storto. Non demordere!

MAGIA E INCANTESIMI: ALLONTANARE LE CATTIVE ABITUDINI

INCANTESIMO PER ALLONTANARE LE CATTIVE ABITUDINI

Durante la fase di Luna Calante, possiamo agire per eliminare tutto ciò che non va, compreso le cattive abitudini. Vediamo come:

 INCANTESIMO

√1. La prima cosa che bisogna fare è creare un cerchio di protezione per evitare interferenze negative. Poi accendi una candela bianca.

√2. Prendi il tuo calderone e brucia: alloro, salvia, rosmarino, chiodi di garofano, lavanda e incenso.

√3. Prendi dei fogliettini di carta e, con una penna nera, scrivi su ognuno una cosa che vuoi eliminare dalla tua vita, disegnando vicino un punto nero. Usa tutti i fogliettini che ti servono. Le cose che puoi scrivere sono tantissime:

abbatto l’invidia, la gelosia, la pigrizia, gli ostacoli, i problemi economici, la solitudine… Attenzione però a non abbattere le persone! Al massimo scrivi ciò che ti da fastidio di quella persona, come: cattiveria, gelosia, vendetta, malocchio… Ricordati che la ruota gira e tutto è destinato a tornare, anche ciò che facciamo agli altri.

√4. Per ogni fogliettino scritto procedi in questo modo:
tieni in mano il foglietto, pronunciando formule, anche personali, come:


Dea della Luna che abbatti l’oscurità,
cancella la sfortuna e la negatività.
Questo punto nero ti chiedo di demolire,
da questa casa e dal mio cuore lo devi bandire.

Poi avvicina il foglietto alla candela bianca e, appena prende fuoco, gettalo nel calderone, ripetendo la tua formula.

Quando avrai esaurito i fogliettini ricordati di chiudere il cerchio e congedare ciò che hai invocato.

Se i foglietti faticano a bruciarsi completamente, significa che ci sono dei blocchi. Insisti!

lunedì 24 giugno 2019

24 giugno, san Giovanni Battista: tradizioni e riti d'amore della notte delle streghe




24 giugno, san Giovanni Battista: tradizioni e riti d'amore della notte delle streghe

24 la notte di San Giovanni cade tra il 23 e il 24 giugno, dopo il solstizio d'estate, ed è una notte carica di ritualità magiche, la notte dell'impossibile, dei prodigi, dei rituali d'amore e delle “streghe”.




24 giugno San Giovanni Battista: tradizioni e riti magici

Da secoli considerata “magica” e prodigiosa, la notte di San Giovanni il santo asceta che battezzò Gesù, cade tra il 23 e il 24 giugno, dopo il solstizio d'estate quando il sole e la luna si sposano donando forza e vigore a tutte le creature. Pochi giorni dopo si festeggiano San pietro e paolo. San Giovanni fa riaffiorare energie mistiche e divinatorie.

Notte che cade proprio nel momento in cui il sole raggiunge il punto più alto del cielo, lo zenit, dando l’impressione di fermarsi per qualche giorno, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto. È un momento magico, in cui gli antichi festeggiavano la fine del Solstizio e la ripresa di movimento del sole, che avrebbe accorciato visibilmente la lunghezza delle giornate.

E’ la notte dell'impossibile, dei prodigi e delle “streghe”.


Da secoli le credenze popolari raccontano che le streghe si riunissero proprio la notte tra il 23 e il 24 giugno sotto un antico albero di noce, i cui frutti, bagnati dalla rugiada di San Giovanni, venivano usati per un liquore terapeutico.
Nel Medioevo i praticanti degli antichi culti erano considerati streghe e stregoni e, sempre nelle leggende medievali, Erodiade divenne la Regina delle Streghe, spesso associata ad Aradia e Diana.

Il rapporto tra San Giovanni e le streghe è sempre stato forte e solido, come narrano le tradizioni popolari e le poesie ottocentesche come quella di Belli qui sopra. Questo ci ricorda che il Battista non è mai stato nemico delle streghe ma il loro protettore.
Il culto di Giovanni Battista si estendeva dall’Egitto fino a Efeso, l’attuale Turchia. La sua sede si trovava ad Alessandria e questo suo movimento era molto più vicino all’idea di Chiesa e religione, rispetto a quello di Gesù, che invece era più simile a un culto.

Il culto di Giovanni Battista è profondamente legato a quello di Iside, sia nel battesimo sia nei complessi riti di iniziazione. La città di Alessandria, infatti, era anche sede del Serapeum, il tempio dedicato al dio Serapide, consorte di Iside. Serapide era una divinità fluviale, associato a Dioniso/Bacco/Pan, divinità della Natura che Leonardo da Vinci, nelle sue opere, interscambia spesso con il Battista. Inoltre, sembra che le ceneri del corpo di Giovanni furono sepolte proprio nel tempio di Serapide, ora basilica di Alessandria.

Porta con sé tantissime tradizioni e riti magici che ancora oggi si intrecciano alimentando e rendendo più affascinante la cultura popolare. Tra magia, fede e superstizione vediamo le credenze e i caratteristici rituali per propiziarsi le forze benefiche della natura. Per scacciare le negatività, migliorare la bellezza e accogliere nuovi amori. E “salutare” l’arrivo dell’estate risvegliando finalmente le energie cosmiche.


GIOVANNI E IL SOLSTIZIO

Anticamente i due Solstizi erano chiamati Porte: “porta degli uomini” l’Estivo, attraverso la quale si entrava nel mondo materiale della creazione, e “porta degli dei” l’Invernale, passaggio per il regno soprannaturale. Il custode di queste porte era Giano, il dio Bifronte.

Giano era il dio del principio e della fine, delle porte e dei confini. Con l’avvento del cristianesimo, il suo ruolo di custode delle “porte solstiziali” è stato ceduto ai due Giovanni: San Giovanni Battista, che governa sul solstizio d’estate, e San Giovanni Evangelista, che presiede il solstizio invernale. E infatti la festa di san Giovanni Battista, detto anche san Giovanni d’estate, ricorre il 24 giugno, mentre quella di san Giovanni Evangelista, detto anche san Giovanni d’inverno, è il 27 dicembre, esattamente le stesse date in cui i Collegia Fabrorum festeggiavano Giano.

Nel Cristianesimo sono le feste dei due Giovanni ad essere in rapporto con i due solstizi, anche se le loro feste avvengono qualche giorno dopo la data dei solstizi, una il 24 giugno e l’altra il 27 dicembre, dopo che la discesa e la salita del sole è già cominciata. La somiglianza fonetica fra Janus (Giano) e Joannes (Giovanni) è evidente e porterebbe far pensare che il legame tra le feste dei Giovanni e i due solstizi non sia casuale, ma un modo per sostituire il culto arcaico con quello cristiano. In effetti, era difficile soffocare credenze così profonde.

Secondo le tradizioni nordiche, il 24 giugno corrisponde al giorno di Mezzestate. Il mondo naturale e quello soprannaturale entrano in contatto e l’impossibile diventa possibile. E’ la notte dei prodigi e delle meraviglie, dove tutto diventa reale.
D

ACQUA E FUOCO

Durante il Solstizio, la Luna, che simboleggia l’acqua, si sposa con il Sole, che simboleggia il fuoco. Il Dio è nel suo pieno vigore e viene celebrato con l’accensione dei falò che purificheranno e proteggeranno i campi, gli uomini e gli animali. L’acqua è celebrata con la rugiada e durante la festa di Litha si usa mangiare le lumache, segni lunari come il cancro, e simbolo di rigenerazione ciclica, per i suoi cornetti che si mostrano e si ritirano così come la Luna nasce, cresce e scompare ciclicamente.
L’acqua e il fuoco sono attributi di Giovanni Battista, tramite i quali praticava il battesimo. Ancora oggi, durante la notte magica del Battista vengono accesi i fuochi propiziatori e purificatori, che secondo gli antichi incrementavano l’energia solare che avrebbe tenuto lontano le avversità.


I FIORI DI SAN GIOVANNI

La notte di San Giovanni Battista è la migliore per raccogliere le erbe che verranno usate durante l’anno, perché beneficiate dagli effetti magici della rugiada di San Giovanni. Infatti, bagnarsi con la rugiada raccolta in questa magica notte, purifica e guarisce. La rugiada è legata anche il battesimo che elargva il Battista nel Giordano, mentre le erbe ci riportano alla sua penitenza nel deserto.

Il rito della benedizione dei “Fiori di San Giovanni” protegge e cura il corpo, la casa e gli animali ed è ancora oggi diffuso per tenere lontano il malocchio. I fiori di San giovanni sono: artemisia, ginestra, noce, verbena, sambuco, iperico, savia, ruta, menta, aglio, rosmarino. Era anche richiesta una preghiera magica per questo rituale.


I GIORNI DELL’AMORE

Il Solstizio indica un momento di passaggio, fuori dallo spazio e dal tempo, che separa il manifesto dall’invisibile. Questo lo rende propizio per pratiche divinatorie e presagi per scoprire l’anima gemella.

Le donne non ancora sposate, durante i giorni di San Giovanni, potevano conoscere il loro futuro sposo, colui che sarebbe “maturato” e che avrebbe provveduto alla famiglia. Ancora oggi ci sono moltissimi rituali legati a questo periodo, sia per propiziare che per consolidare l’amore, oltre che per favorire il concepimento.

Eccone alcuni:




Usanze durante la notte di San Giovanni

Raccogli le erbe che userai durante tutto l’anno, perché possiederanno una forza magica senza uguali

√ raccogli le noci e prepara il nocino, liquore guaritore

√ bagnati con acqua corrente e pulita all’alba del 24 giugno per restare in salute

√ scopri il tuo amore attraverso la divinazione

√ accendo candele per dare energia al sole e portare abbondanza

√ lascia davanti all’uscio di casa del sale grosso per tenere lontane le negatività

√ mangia lumache cotte nell’aglio

E’ la notte dell’iperico: il mazzetto di San Giovanni In questa notte i pianeti concorrono a caricare di virtù le erbe, prima fra tutte l’erba di San Giovanni: l’iperico. Chiamata così perché i suoi fiori giallo-oro sbocciano a fine giugno con l’arrivo della festa del santo (il 24 giugno). Questa erba utilizzata per curare le ferite dei crociati veniva ritenuta benefica. Con l’oscurità si raccolgono le nuove erbe per comporre il mazzetto di San Giovanni che scaccia il malocchio, porta fortuna e, se messo sotto il guanciale prima di andare a dormire, porta dolci sogni premonitori.




E’ composto da 7 erbe diverse l'iperico, detto anche scacciadiavoli, contro il malocchio, ma anche l'artemisia per la fertilità, la ruta, la mentuccia, il rosmarino, il prezzemolo, l'aglio, la lavanda. Erbe legate al buonumore, alla prosperità, all’allontanamento del maligno e delle negatività.

Noto come olio di San Giovanni, è un olio naturale che grazie alle sue virtù benefiche è usato soprattutto per curare gli inestetismi della pelle. Ha un’azione cicatrizzante, antisettica, emolliente ed antinfiammatoria. Facile da preparare in casa si ottiene dalla macerazione dei fiori dell’iperico. Come da tradizione il 24 giugno vengono raccolti i fiori che si mettono a macerare nell’olio sotto l’esposizione della luce per un intero ciclo lunare. Otterrete così un ottimo rimedio naturale per chi soffre di pelle secca, per chi ha problemi di psoriasi ed è un antirughe straordinario.

La magica rugiada di San Giovanni Secondo la tradizione nella notte di San Giovanni cade la “rugiada degli Dei" dalla forza generatrice ed energica. Bagnarsi gli occhi con la rugiada era un gesto di purificazione che rimandava al battesimo. Raccoglierla e poi berla allontana il malocchio e favorisce la fecondità. La rugiada di San Giovanni è ritenuta medicamentosa. Si dice, infatti, che “la guazza di San Giovanni guarisce tutti i malanni”. E’ dolce, detergente, non contiene sostanze calcaree, rinfresca la carnagione come l'acqua piovana. Purifica e porta fortuna.


 In questa speciale notte, ricca di mistero e dove tutto può succedere, si raccolgono le noci acerbe che verranno messe sotto spirito e lasciate macerare per lungo tempo. Circa due mesi dopo si può gustare il “Nocino”, un particolare e gustoso liquore dal potere energizzante e in alcuni casi curativo. Un ottimo digestivo di fine pasto che viene chiamato anche Elisir di San Giovanni.
Le lumache: Solo a mezzanotte in punto, quando la felce che nasce lungo i ruscelli dei boschi fiorisce, si deve cogliere un ramo e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni e acquisire la fama di saggio e la capacità di leggere il passato e prevedere il futuro. Per distruggere le avversità si mangiano poi le cosiddette lumache di San Giovanni con tutte le corna, da sempre considerate simbolo lunare di discordie e preoccupazioni, e del resto è solo una delle diverse ricette che si preparano per San Giovanni.
La barca di San Giovanni

La notte tra il 23 e il 24 Giugno si mette un albume d'uovo in un contenitore di vetro con dell’acqua che sarà esposto alla rugiada. Secondo la tradizione, il Santo, passando, soffierà facendo apparire la sua barca. Il mattino del 24 Giugno si vedrà una base biancastra dalla quale si innalzano filamenti di diversa misura che ricordano la chiglia, gli alberi maestri e le vele di una barca. In base a come apparivano le “vele” si poteva trarre buono o cattivo auspico su come sarebbe stato il raccolto. Tradizione simile si fa per San Pietro e Paolo, patroni di Roma, infatti troviamo anche tutorial online per creare la Barca di San Pietro e Paolo.
Fatelo con i bambini, si divertiranno tantissimo.
Fuochi o falò di San Giovanni


San Giovanni, protettore dalle influenze malefiche, assicura la rinascita della luce. Per questo in tutta Europa si accendono i fuochi di S. Giovanni, grandi falò accesi nei campi in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza e idealmente rallentarne la discesa. Si festeggia innanzitutto la potenza del Sole, luminoso, forte che combatte le tenebre, e l’inizio dell’estate. Sono centinaia i riti in Italia per la notte magica di San Giovanni, ma tutti comprendono il falò purificatore. Si bruciano le erbe vecchie, si salta il fuoco per avere fortuna, si mette la sua cenere sui capelli. 
La premonizione dell'amore



La notte di San Giovanni celebra anche i riti magici dell’Amore: perché il 24 giugno è considerata la data più propizia per i matrimoni. In passato le giovani si rotolavano sui prati per bagnarsi della rugiada rigeneratrice e invocavano San Giovanni per conoscere volto del futuro marito. Mentre le vergini, dopo aver recitato una preghiera nude davanti allo specchio, avrebbero potuto vedere riflessa per qualche secondo l’immagine del loro sposo. 
Per chi ancora non ha incontrato l’anima gemella e vuole fare il grande passo, ci sono dei “rituali” di previsione sentimentale, per “vedere" lo sposo, magari riflesso in un pozzo o in sogno. Altrimenti si può rompere un uovo e versare solo l’albume in un recipiente d’acqua, lasciato sul davanzale della finestra perché raccolga la rugiada di San Giovanni. Il mattino seguente se troverete l’albume ricoperto di bollicine, significa che entro pochissimo incontrerete l’uomo dei sogni, alto, bello e ricco. Altra rito propiziatorio è raccogliere un cardo e bruciacchiarlo,nasconderlo in una fenditura del muro e aspettare la mattina seguente: se è verde e fresco, come appena colto, significa che ci si innamorerà felicemente corrisposte entro l’anno. Insomma si avvicina il momento perfetto per aiutare il destino e innamorarsi

giovedì 16 maggio 2019

Aquila:Animale totem

Aquila (Iolair, Fireun)




Secondo le leggende celtiche l’aquila rappresenta la rapidità, la forza, e la conoscenza della magia. Aiuta a connettersi con il proprio sé superiore e vi aiuta a vedere le verità spirituali nascoste.
La sua vista acuta, l’eleganza del suo volo, la sua velocità fanno dell’Aquila un simbolo di regalità e potere, ma anche di saggezza. Anticamente era associata alla funzione di capo clan che infatti portava sul berretto una penna d’aquila, infatti il significato del suo nome gaelico derivava da verità, uomo giusto.
Questo animale è associato a , in Lugh quanto, il suo volo sulle cime più alte e il suo nidificare dove nessun’altro volatile arriva, ne faceva un animale solare.L’aquila è un animale totem molto apprezzato e punto cardine di numerose tradizioni. E’ considerato l’incarnazione della potenza cosmica, da alcuni popoli viene addirittura visto come il corrispettivo celeste del leone. Questo perché l’aquila può essere vista come sovrano degli uccelli ed è proprio da qui che nasce il paragone con il leone.

Sul piano zodiacale l'aquila si abbina al segno dei gemelli 20 Maggio - 20 Giugno
 
Come l’aquila, anche i gemelli non accettano imposizioni, sono indipendenti e vogliono fare le loro esperienze. Certo, sbaglieranno, ma ogni volta trovano la forza e la voglia di ricominciare. In questo modo, riesce ad accumulare le esperienze più disparate, che costituiscono un bagaglio. Sono intelligenti, dinamici e carismatici



Totem aquila: simbologia e significato di questo animale


Vista l’importanza di questo animale, è fondamentale capire perché l’aquila viene considerata un animale totem e quali sono le caratteristiche di questo animale quando lo si osserva sotto questa prospettiva. Se si analizzano le tradizioni e la cultura degli Indiani d'America è facile scoprire che l’aquila è sempre stata tenuta in considerazione.


Di questo uccello è sempre stata ammirata la sua leggiadria, ma anche la sua capacità di spiccare il volo e distaccarsi dal mondo terreno. L’aquila, in qualità di sovrano dei cieli, sovrasta non solo il mondo terreno, ma anche gli altri uccelli. Il suo volare alto le consente di non farsi influenzare da quello che accade sulla terra e questo è un aspetto che è stato più volte sottolineato parlando dell’uccello in questione.

Coloro che hanno l’aquila come animale totem possiedono alcune delle sue caratteristiche. Si è convinti che sia in grado di analizzare il corso degli eventi e di prevedere cosa accadrà, sulla base di quanto è già avvenuto. A coloro che hanno proprio l’aquila come totem viene assegnata questa capacità di valutare la situazione e di fare delle scelte sulla base delle proprie previsioni.

Bisogna sottolineare che l’aquila non ha esclusivamente una valenza positiva, possiede infatti anche degli aspetti negativi che alcune volte possono influenzare il carattere delle persone che la hanno come totem. Proprio per la capacità dell’aquila di volare in alto, senza tener conto di quanto succede sulla terra, le persone che hanno questo totem potrebbero essere distaccate e potrebbero talvolta apparire fredde nelle relazioni interpersonali.


Il messaggio del totem aquila

Importante da conoscere è anche il messaggio del totem aquila. Questo animale vuole dare un utile insegnamento, innanzitutto a coloro che lo hanno come totem, ma anche a chi ha come totem altri animali della tradizione. Il messaggio dell’aquila consiste in un invito a mettere in gioco la propria forza in senso positivo.

Questo significa non utilizzare la propria forza interiore per prevalere sugli altri, ma incanalare questa forza efficacemente per superare le difficoltà della vita. La quotidianità è caratterizzata da difficoltà di diversa natura: per quanto chi ha l’animale aquila come suo totem sia in grado di analizzare gli eventi e fare previsioni del futuro, nella vita accadono degli imprevisti.

Non bisogna temere di non essere in grado di superarli, perché come l’aquila riesce a librarsi in volo a scapito di qualunque difficoltà, così gli uomini possono lottare per superare le avversità. Credendo in se stessi e nelle proprie capacità, ci si renderà conto che molti ostacoli sono facilmente sormontabili e che sono più bassi di quanto si era creduto all’inizio.

Simbologia dell’aquila

La simbologia dell’aquila è molto ricca, basti pensare che questo animale è stato utilizzato da diversi popoli nel corso dei secoli quale simbolo. Nella maggior parte dei casi, l’animale è stato rappresentato per indicare le forze supreme, significato che deriva proprio dal volare dell’aquila, come abbiamo descritto in precedenza.

L’uccello dunque simboleggia il cielo e la luce e per rafforzare il suo significato, l’immagine dell’aquila viene spesso associata a quella del serpente. In questo caso, il serpente viene impiegato come perfetta incarnazione delle forze oscure e per indicare che l’aquila sovrasta le forze negative.

Leggendo storie e tradizioni di diversi popoli, si nota come sia stata più volte scelta da divinità, eroi e sovrani quale simbolo ufficiale. In questa prospettiva, la simbologia dell’aquila non solo rappresenta le forze supreme, ma l’uccello viene impiegato anche per essere il perfetto simbolo della vittoria.
Simbologia nei popoli
Grecia: in Grecia l’Aquila era l’animale sacro per Zeus, divinità sempre rappresentata con questo animale.
India: in India invece l’aquila era l’animale sacro a Vishnu, il dio che proteggeva il mondo e il Dharma. Veniva raffigurato mentre cavalcava l’aquila. Sempre in India l’aquila viene visto come il simbolo del bene che ha prevalso sul male.
Arii: questo antico popolo nomade appartenente al gruppo indoiranico aveva scelto l’aquila come animale simbolo delle loro lotte, sempre vissute con una grande valenza mistica.
Egizi: secondo il popolo egizio era simbolo di immortalità. Lo stato di gloria eterno.
Aquila come animale guida

E’ possibile anche scegliere l’aquila come animale guida. Chi sceglie questo animale per farsi guidare nel corso della propria vita, o di un periodo particolare della propria esistenza, decide di puntare su un animale forte, dall’aspetto regale ed in grado di distinguere il bene dal male.

Le persone che hanno l’aquila quale animale guida sono persone sagge, in grado di prendere decisioni importanti e di mostrarsi autoritarie quando serve. Devono però fare attenzione a non mostrarsi eccessivamente fredde, al fine di poter stringere delle relazioni durature con gli altri.

Simbolo animale:
 significato dell'Aquila tra mitologia ed esoterismo
Tutti i dettagli sul simbolismo animale dell'Aquila e dei suoi significati attraverso i secoli, i popoli, le culture, le superstizioni e l'esoterismo


Il romanziere Ottavio Bosco porterà alla luce la storia e il simbolismo di questo animale attraverso i secoli e le civiltà più diverse.

L'Aquila e il suo simbolismo

La maestosità dell'Aquila ha fatto sì che quest’uccello sia stato adottato come simbolo fin dall’antichità dalle più svariate culture. 
Due esempi su tutti: l’aquila reale con le ali spiegate fu utilizzata come simbolo dell’Impero Romano e l’aquila calva (o testa bianca) è il simbolo degli Stati Uniti d’America.
Nel terzo millennio A.C., presso i babilonesi, l’aquila bicipite era associata a Ningirsu di Lagash, il dio delle tempeste della guerra e della fertilità. 
Presso gli antichi egizi l’aquila rappresentava la materializzazione del dio Mendes, rappresentante del dio sole. In generale, nella mitologia egizia, l’anima veniva spesso rappresentata sotto le sembianze di un uccello simile a un’aquila o a un falco, come uccello-anima (Ba). Tale uccello aveva il compito di accompagnare i defunti nell’aldilà.
Non a caso,allìinterno dei sarcofagi di alcune mummie, e in particolare posti tra i bendaggi di quest’ultime, sono stati ritrovati gioielli preziosi rappresentanti gli uccelli-anima. Tali amuleti avevano la funzione di far sì che l’anima si ricongiungesse con il suo corpo mummificato. Il Ba, intesa come anima, assumerà la forma di un uccello e spiccherà il volo al momento della morte.


L'entità egiziana BA nella sua forma d'aquila

Nella mitologia greca l’aquila era sacra a Zeus (e successivamente a Giove per i romani) che, spesso, ne assumeva la forma per mostrarsi agli uomini. 

L'aquila è presente nel mito greco di Prometeo, il titano che, con atto d’intollerabile ribellione, aveva rubato agli dei il fuoco della conoscenza per donarlo agli uomini. La vendetta di Zeus però non si era fatta attendere, infatti, Prometeo fu incatenato a una rupe del Caucaso, dove ogni notte un'aquila, messaggera di Zeus, andava a mangiargli il fegato che per i greci rappresentava, assieme al cuore, la dimora dei principi vitali. Il fegato di Prometeo però di giorno ricresceva, preparandolo a nuovi supplizi notturni.



(Un'illustrazione del mito di Prometeo e dell'aquila mangia fegato...)


Aristotele, Platone e Plinio scrissero che le aquile che fossero riuscite a superare l’infanzia avrebbero vissuto per lungo tempo.
Nella mitologia nordica, in particolare quella vichinga, l’aquila ha un ruolo fondamentale e molteplice. 

Da evidenziare sicuramente la figura del gigante Thiazzi che assume la forma di un’enorme aquila per mostrarsi al dio Loki e per costringerlo, con la forza, a farsi consegnare la dea Idhuun che possedeva le mele della vita eterna.

L’importanza dell’aquila nella vita dei vichinghi è ben comprensibile anche da alcune pratiche che essi utilizzavano per vendicarsi dei traditori e dei nemici. Prima su tutte la pratica detta “aquila di sangue”, utilizzata come sacrificio al sommo dio Odino, un metodo di tortura che consisteva nell’aprire il dorso della vittima e rompere le costole per farle assomigliare ad ali insanguinate: in seguito dalla ferita venivano estratti i polmoni e sulle ferite veniva posto del sale sulla ferita.

Antiche credenze egizie affermavano che ogni dieci anni un’aquila sorgesse dalle fiamme dell’inferno per immergersi nell’acqua e acquisire così nuova vita.

L’aquila come divinità era utilizzata ampiamente sia dai Greci che dai Romani. Pare che un’aquila sia apparsa alla nascita di Alessandro Magno e, secondo una diffusa tradizione, nel 331 a.C., un veggente che cavalcava accanto ad Alessandro gli predisse che sarebbe stato vittorioso su Dario poiché aveva visto un’aquila: un presagio di sicura gloria.

L’aquila è stata comunemente associata a grandi personalità della storia e a grandi condottieri: pare che Re Artù abbia vissuto in una caverna sorvegliata da aquile e che prima delle battaglie di Napoleone un’aquila volasse nei cieli.
Perché, nell’Ottocento, fu lo stesso Napoleone a sostituire il tradizionale simbolo della Francia rappresentato dal gallo, con quello di un’aquila.



L'Aquila nelle sacre scritture

Numerose anche le citazione bibliche dell’aquila; tra queste vogliamo ricordare Esodo 19:4 e Deuteronomio 32:11,12): pari all’aquila che desta la sua nidiata, si libra a volo sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne. 

L’aquila quindi come rappresentazione di Dio stesso: Egli nominò l’aquila parlando con Giobbe per insegnargli l’umiltà (Giobbe 39:27): e forse al tuo comando che l’aquila si leva in alto?.
Ezechiele sostenne di aver visto il carro della somma gloria divina condotto da quattro esseri misteriosi ognuno dei quali aveva quattro volti: d’uomo, d’aquila, di leone e di toro. Una metafora che alludeva agli evangelisti.

Lo stesso concetto, seppur semplificato, è ripreso anche da Giovanni nell’Apocalisse (Apocalisse 4,6-7), il quale sostiene che i quattro esseri viventi che conduce il trono divino hanno l’aspetto di un uomo, di un leone, di un toro e di un’aquila. Ognuno di questi esseri è considerato il più forte della propria specie. 

L’importanza di quest’animale si evince anche dal fatto che l’aquila (l’occhio che fissa il sole) rappresenti uno dei quattro Apostoli, ossia Giovanni. Non a caso il suo Vangelo (Giovanni 1,1) inizia con l’estasi-ammirazione nei confronti di Dio: “In principio era il Verbo”.

Per i cristiani, infatti, l’aquila simboleggia la resurrezione perché è l’unico uccello che possa guardare fisso il sole.

Anche Dante Alighieri nella Divina Commedia, nomina spesso l’aquila: in particolare nel verso 48 del Primo canto del Paradiso, egli scrive: Aquila sì non gli s'affisse unquanco. Il sommo poeta utilizza l’allegoria dell’aquila riferendosi alla sua guida nel Paradiso, Beatrice, capace di contemplare il sole con profondità e immobilità.
Un’altra tradizione sostiene che Adamo ed Eva non perirono, ma furono trasformati in aquile per poter vivere in eterno su un’isola al largo della costa irlandese.



L'Aquila come Totem nelle culture indiane d'America

Presso le tribù native americane l’aquila era un importante animale totemico, infatti, le sue penne, erano utilizzate come indumenti, copricapo e altri oggetti cerimoniali. Solo i più meritevoli, fieri e coraggiosi delle tribù potevano adornare il capo con le penne di quest’uccello.
A tal proposito è necessario comprender cosa sia un totem: la parola totem deriva dagli indiani Algonchini e, tradotto, assume il significato di spirito protettore. 

Gli spiriti totem, dal punto di vista mistica, rappresentano il destino comune che unisce gli animali agli uomini. L’animale totem assume le sembianze di antenato e alter ego animale (che ognuno di noi ha) e, in quanto tale, deve essere protetto e non può essere mangiato. 

Gli spiriti totem proteggono l’uomo che si affida a loro, che li onora e venera. Non a caso nel palo totem, avente funzione protettiva per le popolazioni indiane, l’animale seduto nella parte sommitale del palo era proprio un’aquila. 

Sempre secondo i popoli della prateria e dell’America del Nord gli animali forti come l’aquila vivono nell’aldilà e la loro presenza, percepibile nella nostra quotidianità, influisce favorevolmente sulla nostra vita.


Secondo la tradizione Cherokee, compito arduo era considerato andare a cercare le penne dell’aquila necessarie per la sacra danza dell’aquila. Il cacciatore doveva recarsi da solo sulle montagne per quattro giorni, senza mangiare e pregando. Per attirare l’aquila si poteva utilizzare una carcassa di cervo e, tramite canti magici, una volta uccisa, l’aquila veniva lasciata sul luogo della morte in modo da poter celebrare successivamente sacri riti.

Presso i nativi dell’America del Nord (per esempio Navajo) era credenza diffusa che l’aquila del Sud-Ovest fosse un messaggero inviato dagli dèi. Gli Hopi a febbraio prendevano alcune piccole aquile dai loro nidi per portarle nei villaggi e allevarle con cura, viziarle e regalandole anche piccoli doni. In estate poi, durante il periodo delle cerimonie, erano condotte nelle grotte rituali e lì sacrificate assieme ai giocattoli regalati. Scopo di questo sacrificio era di far raccontare alle aquile degli uomini agli dèi e chiederne aiuto e grazia. 

Similmente alle popolazioni indiane delle regioni meridionali, quelle del Nord-Ovest pensano che l’aquila sia l’uccello che si trova a diretto contatto con il Grande Spirito e che possa volare fino alle sfere celesti: questo perché il coraggio spirituale di quest’animale è molto forte e rasenta il divino. 

I guerrieri che indossavano piume di aquila s’identificavano con la potenza del dio aquila che infondeva in loro forza e coraggio, e le cuffie di piume simboleggiavano l’uccello e il tuono mentre, le singole piume, erano la trasposizione dei raggi di sole. 

Nella tradizione indiana si ritrova una similitudine con quanto già detto circa il concetto espresso da Giovanni Apostolo, in altre parole che l’aquila è in grado di guardare direttamente il sole: essa è in grado di avvicinarci al Grande Spirito e, quindi, a farci unire alla nostra anima.


Aquila come talismano, amuleto, in massoneria e nei sogni

Secondo la tradizione indiana, l’aquila come talismano aiuta ad avere visioni ed essere illuminato, a sviluppare le capacità tipiche di quest’uccello come la capacità di difendere, la costanza, la forza, l’agilità, la velocità, la capacità visiva di osservazione e la percettività, di raggiungere un livello di comprensione elevato, di farci sentire uniti al Grande Spirito, di affidare i nostri problemi agli spiriti celesti per trovare soluzioni.
Come amuleto ha lo scopo di proteggere dalla paura, dalle crisi di fede e, dal punto di vista materiale, di proteggerci dai fulmini.

Nella tradizione e nella superstizione europea centro-meridionale si dice che per allontanare gli spiriti maligni da una stalla, è sufficiente inchiodare un’aquila alla porta e che se un uomo mangia il suo cervello quando è ancora caldo, egli sarà in grado di avere visioni straordinarie. 

E ancora, se un uovo di aquila viene mangiato da due persone, certamente i demoni si allontaneranno senza fare più ritorno. 

Un’altra tradizione gallese asserisce che non si deve mai rubare un uovo da un nido d’aquila, altrimenti non si troverà mai pace fino alla morte.

L’aquila bicipite infine, utilizzata da tempi remoti dalle più svariate popolazioni e rappresentante il principio della dualità, rappresenta uno dei simboli più importanti della massoneria e di varie società segrete. 
Nella massoneria scozzese essa rappresenta il trentaduesimo e il trentatreesimo grado del rito scozzese: entrambi numeri dal profondo significato cabalistico dal punto di vista massonico (trentadue, per esempio, sono i sentieri dell’Albero della vita). Solitamente, nel rito scozzese, l’aquila bicipite è rappresentata con il numero trentadue inserito all’interno di un triangolo e che tiene negli artigli un cartiglio con la scritta latina “Spes mea in Deo” est, ossia “la mia speranza è in Dio”: un Dio differente dalla concezione biblica. Ultima curiosità degna di nota è che sulle banconote da un dollaro americano sia raffigurata un’aquila ad ali spiegate che ha esattamente trentadue piume.
Le caratteristiche di forza e coraggio dell’aquila si ritrovano anche nell’interpretazione dei sogni. Sognare un’aquila in volo indica ambizione ed è di buon auspicio, sognarla ferita indica invece una grossa perdita di denaro e vederla morta presagisce rovina.