Una teoria in voga tra i gruppi “New Age” sostiene che i monoliti furono innalzati seguendo l’allineamento dei primi raggi del sole che spunta il giorno del solstizio.
Secondo l’astronomo e scienziato Sir Norman Lockyer gli archi che compongono i vari cerchi concentrici sono rivolti verso il Sole e le costellazioni allo scopo di studiare gli spostamenti di questi astri in base alle ombre proiettate dalle pietre e a certi allineamenti tra il Sole e gli archi che si verificano in alcuni giorni dell’anno.
Secondo Gerald Hawkins, astronomo americano, Stonehenge altro non è che un gigantesco computer di pietra, che consente di effettuare complicati calcoli sul sorgere e tramontare del Sole, sui movimenti della Luna e sulle eclissi. Ma da dove popoli vissuti circa 5000 anni fa avrebbero derivato le conoscenze, indubbiamente assai approfondite, che avrebbero permesso una simile realizzazione resta avvolto nel mistero.
Nel corso dei secoli Stonehenge ha subito vari attacchi, non ultimo quello dei sacerdoti cristiani che vi vedevano una sorta di tempio del demonio. I monoliti, parzialmente distrutti, furono risistemati nel 1560 a.C. e, successivamente di nuovo abbattuti. Una  notizia riportata con scalpore qualche anno fa su diversi giornali sosteneva che dell’antico sito e dell’antica disposizione delle pietre non si può sapere nulla in quanto la costruzione come oggi la vediamo è opera di una ricostruzioni dei primi anni del secolo scorso e che pertanto tutte le teorie connesse al sito  non troverebbero alcun riscontro reale.
Quel che sembra certo è che qui i pagani hanno celebrato il solstizio d’estate per migliaia di anni, anche se non  si trattava dei Celti con i loro sacerdoti druidi, in quanto l’arrivo dei Celti nella zona risale al IV secolo a.C. e quindi non possono essere stati loro a realizzare il sito per qualsivoglia motivo (tempio solare, osservatorio astronomico o quant'altro) anche se le pietre circolari sono state testimoni di molte cerimonie druidiche dall'epoca dei Celti al XIX sec. (peraltro diversi ordini druidici esistono tutt'oggi e sembrano in ripresa anche sull'onda del movimento “New Age”) e del tradizionale “Festival di mezz'estate” la cui celebrazione era stata vietata nel 1986 dopo violenti scontri tra la polizia e i partecipanti, ma dal 1998 l’ English Heritage, proprietario del sito archeologico consente nuovamente l’accesso al pubblico il 21 giugno per assistere al sorgere del sole attraverso i blocchi monolitici del grandioso monumento preistorico. Stonehenge attrae circa 800.000 visitatori all'anno e nel giorno del Solstizio d’estate vi si riversano migliaia di persone.
Il paganesimo sembrerebbe in aumento nel Regno Unito dagli anni ’50, in quanto è una religione che incontra le necessità moderne. Infatti le religioni tradizionali hanno così tante proibizioni, mentre il paganesimo porta un messaggio di liberazione: “se non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi”. Certamente il paganesimo non scatenerebbe guerre di religione. Tanti ambientalisti sono attratti dal paganesimo per la sua venerazione della natura, mentre il femminismo negli anni ’80 ha avuto un effetto simile, con le donne attratte dalla figura della dea. Ed è dalla fine degli anni ’80, con la diffusione della cultura  New Age, che Stonehenge viene visitata da seguaci di pseudo-culti pagani di tipo druidico.
La leggenda di Stonehenge
In una della prime opere dedicate a Re Artu',  la “Vita Merlini” (circa 1140) di Geoffrey di Monmouth, si parla di un complesso circolare composto da enormi pietre, la Chorea Gigantum  (“Danza dei giganti”) che si trovava in Africa, poi era stato portato in Irlanda da un popolo di giganti. Qui era stato sistemato sul “Monte Killarus”, come monumento funebre per quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius uccisi dai Sassoni.
Re Uther Pendragon tentò di trasportarlo in Inghilterra, ma l’impresa era superiore alle sue forze, così dovette rivolgersi al mago Merlino. Questi, con l’aiuto degli angeli, lo trasferì nella piana di Salisbury, dove esiste tuttora con il nome di Stonehenge.

Samhain (la notte che precede l’alba del 1° Novembre) era la festa più importante dell’anno celtico, la festa sacra per eccellenza. Gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiano l’inizio del Nuovo Anno il 1°Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della “stagione calda” e l’inizio della “stagione delle tenebre e del freddo”.La notte tra il 31 ottobre e il 1° Novembre, chiamata la notte di Samhain, era il momento più solenne di tutto l’anno druidico. Era considerata la notte in cui le porte dell'Altro mondo si schiudono permettendo il transito tra i due piani della realtà. A Samhain il tempo umano veniva sospeso dall'intervento del Sacro e questo rendeva possibile  l’intrusione del fantastico nel reale. I Celti credevano infatti che alla vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) Samhain, Signore della Morte, Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e temevano che in tale giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. Così nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornarvi. I Druidi si incontravano sulla cima di una collina, in una foresta di querce (albero considerato sacro), per accendere il Nuovo Fuoco e offrire sacrifici di sementi e animali. Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio tra la stagione solare e la stagione delle tenebre. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Spegnere il fuoco simboleggiava che la metà oscura dell’anno (quindi la morte) stava sopraggiungendo, mentre l’atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita.
Su questa remota tradizione di origine celtica e pertanto pagana, che si perde nella notte dei tempi, si è instaurata poi, in epoca cristiana, la festa di “Ogni Santi”, in inglese “All Hallows’ Even” (even= sera, vigilia), poi abbreviata in “Hallow-e’en” ed infine in “Halloween”. Gli immigrati irlandesi portarono questa tradizione negli Stati Uniti, dove è diventata la notte dei travestimenti e del famoso “Trick or Treat” (scherzetto o dolcetto) che ormai è divenuta popolare anche da noi, come tutto ciò che proviene o si crede provenire dagli Stati Uniti.Ecco quindi che anche da noi i negozi si riempiono di costumi e maschere più o meno terrorizzanti e compaiono le zucche intagliate come una testa dal classico ghigno satanico. Tuttavia mi ricordo che anche da noi, quando ero bambina e di Halloween non si sapeva niente, usava intagliare le zucche a forma di testa. Ci si metteva dentro una candela e si lasciavano in luoghi bui, soprattutto sulle scale, con l’intenzione di spaventare chi entrava. Non conosco però le origini di questa tradizione, poi dimenticata,né se fosse collegata ad un giorno particolare dell’anno.
Fonte -Mariapaola Vannucchi-in-Antiche civiltà-antiche tradizioni-celti.